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A Malalbergo «Buoni spesa a chi compra nei negozi di vicinato»

Il Comune restituirà ai cittadini il 10% degli scontrini battuti nelle attività locali. Per contrastare la crisi economica dovuta all’emergenza pandemica, il Comune di Malalbergo ha lanciato l’iniziativa ‘Io compro sotto casa, che coinvolge i cittadini e le imprese, commerciali e artigianali, attive sul territorio.  L’amministrazione ha, quindi, stanziato un fondo di 30mila euro con cui erogare dei buoni spesa ai residenti per incentivare gli acquisti nelle attività di Malalbergo che vendono beni o servizi alle persone.

Si va dal meccanico al supermercato, dal negozio di elettronica alla cartoleria, i titolari hanno aderito in massa all’iniziativa. Il sindaco Monia Giovannini spiega come funziona: «I cittadini che fanno acquisti nel circuito delle imprese di Malalbergo aderenti al progetto, al raggiungimento di una spesa cumulativa di almeno 500 euro per gli acquisti effettuati nel periodo tra il 1° luglio e il 18 ottobre 2020, ricevono dal Comune buoni del valore pari al 10% del totale delle spese effettuate. Il valore massimo dei buoni emessi per ciascun nucleo familiare è pari a 150 euro. Questi buoni spesa potranno essere utilizzati immediatamente dalla loro data di emissione. Entro il 15 novembre il Comune individuerà l’elenco dei beneficiari dei buoni e i relativi valori spettanti per ciascuno fino alla data del 24 dicembre 2020, sempre presso gli artigiani e i commercianti del circuito dell’iniziativa».

Le imprese aderenti dove i cittadini spenderanno i fondi riceveranno poi dal Comune un rimborso, entro il 31 gennaio 2021, per il valore dei buoni ritirati.

La domanda di rimborso dovrà essere effettuata entro il 7 gennaio 2021 con consegna di tutti i buoni sconto ritirati.

«Questo fondo di 30mila euro potrebbe generare un giro d’affari per le attività del Comune intorno ai 300mila euro – continua il primo cittadino –. Non pensiamo di risolvere tutti i problemi generati dalla crisi dovuta alla pandemia. Ma, come Comune, vogliamo fare la nostra parte e cercare così di salvaguardare il commercio locale, che riteniamo uno dei pilastri della nostra comunità. I negozianti e artigiani non hanno soltanto una funzione economia, ma anche sociale, perché rendono vivi i nostri centri. Altri Comuni ci stanno contattando perché interessati a questa iniziativa. L’intenzione è replicarla in altri territori».

Il Resto del Carlino – 19 giugno 2020

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Giovanni Riccioni

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