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Ascom e Federalberghi: «Sindaci, scontate la Tari»

Appello di Postacchini e De Scrilli per superare la crisi di commercio e turismo: «Seguite il modello Bologna».

Alcuni Comuni sono pronti, ma mancano i fondiConfcommercio Ascom Bologna e i Federlberghi Bologna hanno chiesto d’intervenire per dare un po’ d’ossigeno alle imprese del commercio e del turismo che, causa Covid-19, stanno perdendo il 50-60 per cento del fatturato.

Il modello è quello del Comune di Bologna che per quest’anno ha deliberato sconti della tassa sui rifiuti con una manovra complessiva di 10,3 milioni di euro. «Una riduzione per l’anno in corso – dice Postacchini – sarebbe un vero risparmio di costi a favore delle imprese commerciali e turistiche così duramente colpite dal lockdown». «Il settore ricettivo – continua De Scrilli – è stato quello che prima ha risentito della crisi e sarà purtroppo quello che ne uscirà per ultimo: per questo chiediamo alle amministrazioni comunali di stare al fianco degli imprenditori e di aiutarli». Obiettivo: non solo far slittare i termini di pagamento, ma ridurre sensibilmente le tariffe Tari a favore di quelle realtà commerciali e turistiche che hanno sofferto di più per l’emergenza Coronvirus.

Come fare? L’idea sarebbe seguire l’intervento di Palazzo d’Accursio che è riuscito nell’impresa di scontare la Tari con riduzioni importanti: 1,5 milioni per i ristoranti, 800mila euro per gli artigiani e le botteghe, 2 milioni per i negozi di generi non alimentari, un milione per i bar e 800mila per gli hotel con riduzioni scaglionate del 50 per cento; del 40 per cento e del 25 per cento a seconda delle varie attività. «Ci siamo riusciti grazie alla lotta all’evasione. Perché se tutti pagano, tutti pagano meno», spiega Davide Conte, assessore al Bilancio a Palazzo d’Accursio. Ma non tutti hanno la stessa disponibilità. Anche se in tanti si sono già attivati. Malalbergo, ad esempio, ha azzerato la Tari per i mesi di chiusura delle attività con una manovra di 140mila euro; Medicina e San Lazzaro ci stanno lavorando e già hanno messo in campo diversi interventi di sostegno alle attività in crisi. Ozzano, Castenaso, Calderara e San Giovanni in Persiceto hanno già dato il via a contributi a fondo perduto. «La risposta è stata positiva – spiega Giancarlo Tonelli, direttore Ascom Bologna – ma diversi Comuni, come quelli della montagna, pur volendo, fanno fatica per problemi di bilancio. In ogni caso, tutti stanno già realizzando l’abolizione o la riduzione della Cosap e altre misure di sostegno. Il prossimo passo? Ridurre l’Imu ai proprietari che riducono gli affitti. Poi, l’unica soluzione, è che arrivino i fondi dall’Europa. E poi a scendere al governo, alle Regioni e ai Comuni». Rosalba Carbutti

Il Resto del Carlino, 22 giugno 2020

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