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Zona rossa, il sì del governo a Medicina

Da Roma l’impegno a riconoscere la cassa in deroga ai 300 lavoratori.

È passato ieri con il voto favorevole di maggioranza e opposizione l’ordine del giorno, presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, in cui il Governo si impegna nel prossimo provvedimento a risolvere la situazione dei 300 lavoratori di Medicina, che chiedono il riconoscimento della malattia per le assenze dal lavoro durante il periodo di ‘zona rossa’ dal 16 marzo al 3 aprile.

L’altra ipotesi, oltre al riconoscimento della malattia, è quella della cassa integrazione in deroga. La cosa importante, in ogni caso, è l’impegno del Governo a chiudere la faccenda al più presto, anche per permettere ai lavoratori di andare in vacanza, dal momento che nel periodo di ‘zona rossa’, sono stati costretti a consumare le ‘ferie’. A creare l’impasse burocratico, il fatto che il provvedimento di chiusura di Medicina era stato deciso dalla Regione e non dallo Stato. Per questo motivo, l’Inps non ha finora riconosciuto la malattia ai lavoratori. L’ordine del giorno di Bignami è stato firmato anche dal deputato Pd Gianluca Benamati: «L’impegno della maggioranza ero quello di risolvere questa situazione. L’ordine del giorno di Bignami andava in questa direzione e ho ritenuto di aderire perché ne ho ravvisato lo spirito comune, al di là della politica. Era un obiettivo di tutti eliminare un’ingiustizia. L’ordine del giorno era, nella sua semplicità, azzeccato».

Bignami è soddisfatto: «Si sta consumando una vera e propria ingiustizia nei confronti dei medicinesi. È una stortura inaccettabile che deve essere risolta. L’ordine del giorno vincola il Governo a risolvere immediatamente la situazione. Qui non c’è distinzione politica e sono contento che anche parlamentari del Pd abbiano sottoscritto il mio documento. Ci sono solo lavoratori da tutelare. Il cambio di parere del Governo dopo il mio intervento in aula dimostra che c’è la volontà di risolvere questa ingiustizia».

Il deputato Pd Serse Soverini sottolinea che da ora in poi bisogna evitare che livelli differenti dello Stato non dialoghino: «Un provvedimento della Regione non può essere considerato di serie B e, quindi, creare ingiustizie come quella dei lavoratori di Medicina». La deputata Pd Debora Serracchiani ha condiviso l’ordine del giorno di Bignami: «Perché il Pd aveva depositato al decreto rilancio un emendamento a mia prima firma che purtroppo non abbiamo potuto approvare, ma che il governo si era già impegnato a farlo nel prossimo provvedimento utile.

Da qui l’ok all’odg di Bignami». Sulla vicenda sono intervenute anche le parlamentari del Movimento 5 Stelle, Alessandra Carbonaro e Stefania Ascari, firmatarie della richiesta alla Camera, e la collega senatrice Michela Montevecchi: «Siamo chiaramente soddisfatte dell’accoglimento del documento con cui il Governo si impegna a sanare la situazione di Medicina e Ganzanigo. La cosa importante è che ora tutti si muovano in fretta per garantire il diritto fondamentale dei lavoratori di Medicina a veder riconosciute le tutele economiche per il periodo in cui il comune era stato dichiarato zona rossa».

Matteo Radogna, Il Resto del Carlino 10 aprile 2020

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Annalisa Gotti

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