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Una camera e poi ceni: la mossa dei Portici

I ristoranti negli hotel possono rimanere aperti, per mangiare allo stellato di via Indipendenza basta prenotare una notte a 20 euro

«Facciamo 16 coperti di media a sera. E non in questo periodo. Così tuteleremo le 15 persone che lavorano al gastronomico. E di certo con 20 euro non ci arricchiremo». In pillole, il pensiero di Riccardo Bacchi Reggiani, Ceo di I Portici Hotel e Ristorante I Portici. I quali, da due giorni, hanno pubblicato un annuncio sulle loro pagine social: «Il Ristorante I Portici e l’Osteria Portici rimangono aperti a cena nei consueti orari per gli ospiti de I Portici Hotel Bologna, nel pieno rispetto dell’ultimo Dpcm – si legge su Facebook –. Per questo motivo abbiamo scelto un prezzo simbolico di 20 euro a notte, chiedendo una prenotazione anticipata di un giorno per chi vuole cenare nel nostro ristorante».

In pratica, un invito a cena pagando una stanza di un hotel 4 Stelle Superior soltanto 20 euro. Perché, come ricordato dallo stesso annuncio, secondo l’ultimo Dpcm del Governo Conte i ristoranti degli hotel possono servire a cena. Ma soltanto per gli ospiti della struttura. «Il nostro ristorante, stellato da dieci anni, a pranzo è chiuso – ricorda il manager –. Quindi la possibilita che si prospettava, rispettando il Dpcm, era di tenere aperti soltanto Osteria, Bar e Bottega, oltre ovviamente al servizio in camera attivo per tutti i nostri servizi. Ma poi abbiamo pensato, anche considerando che al gastronomico lavorano quindici persone, di lanciare questa promozione per tenere aperto un ristorante in cui abbiamo investito moltissimo».

Bacchi Reggiani non si aspetta grandi numeri. «Sono arrivate poche prenotazioni, per stasera (ieri, ndr) prevediamo a cena otto ospiti dell’hotel più uno che si aggiunge. Ecco, di certo non ci arricchiremo con questa mossa – continua il manager –, in questo momento su 100 camere 70 sono vuote e con questi pacchetti offriamo un pernottamento a un prezzo inferiore a quello previsto normalmente. Poi il ristorante è sviluppato su 200 metri quadrati, con ampi distanziamenti e tavoli a tre metri l’uno dall’altro. L’unico ristorante stellato della città – aggiunge ancora –, un fiore all’occhiello che credo meriti di sopravvivere, con una messa in sicurezza totale. Le distanze preesistevano al Covid perché il mondo delle strutture stellate e dell’alta ristorazione è fatto così».

Nessuna concorrenza sleale nei confonti dei colleghi. «Ma non esiste, non è il quadro della situazione. Noi abbiamo le Botteghe presenti in tutta Italia che chiudono come tutti, per noi il gastronomico rappresenta il 5% del fatturato. E poi, voglio ribadirlo, il pericolo è il virus, il pericolo sono le situazioni di assembramento non gestite e non controllate. Non ho potuto essere presente in piazza con gli altri ristoratori in piazza Maggiore per motivi di lavoro – sottolinea ancora Bacchi Reggiani –, ma condivido assolutamente le motivazioni della protesta, ho sentito le persone che erano presenti. A mio modo penso di aver mandato un messaggio».

Paolo Rosato, Il Resto del Carlino 29 ottobre 2020

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